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            Associazione   Dino   Ciani        

DINO  CIANI        

Nato a Fiume il 16 giugno 1941, Dino Ciani intraprese lo studio del pianoforte sotto la guida di Bianca Rodinis e in seguito di Martha del Vecchio. Diplomatosi a 14 anni col massimo dei voti al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma, dal 1958 al 1962 Ciani seguì a Parigi, Losanna e Siena i corsi di perfezionamento di  Alfred Cortot, il pianista da lui più ammirato.

Fra il grande maestro francese ed il giovane pianista si instaurò una cordiale amicizia di cui restano alcune testimonianze … le  jeune  Dino  me  parait  appelé  à  une  carrière pianistique  exceptionelle … ”. Iniziò così la sua carriera concertistica ed arrivarono i grandi appuntamenti, in tutto il mondo (Salle Pleyel, Carnegie Hall, Filarmonica di Chicago, Kennedy Center……)

Al Teatro alla Scala Ciani suonò in tre occasioni: nel 1968 il Quarto Concerto di Beethoven e nel 1969 il Quinto Concerto di Prokofiev diretti da Claudio Abbado e nel 1970 in occasione del debutto scaligero di Riccardo Muti , Dino Ciani eseguì la Fantasia in Do minore di Beethoven sotto la sua guida. Il suo ultimo Concerto con orchestra avvenne a Chicago nel marzo del 1974, dove eseguì il Terzo Concerto di Beethoven con la Filarmonica di Chicago sotto la direzione di un altro grande Maestro: Carlo Maria Giulini.

Dino Ciani perse la vita il 27 marzo 1974 in un incidente stradale nei pressi di Roma.

Una giovane esistenza desiderosa di vivere era stata stroncata da un incidente, trasformando un cammino musicale appassionato in una leggenda. Forse perché Dino viveva l’irripetibile momento della giovinezza con spavaldo dandismo, con una tale eccitazione che coinvolgeva tutti quanti avevano l’occasione di un incontro con lui.

In via Lungolago, a Ranco, raccoglieva a sè gli amici per suonare Schubert, per cantare, parlare e giocare sulle note delle canzoni del festival di Sanremo. In quelle serate sul lago, l’energia vitale dell’esistenza di Ciani era condivisa anche da amici illustri: Claudio Abbado, Maurizio Pollini, Ottavia Piccolo, Romolo Valli, Leyla Gencer. Il famoso pianista russo Nikita Magaloff ricorda “ i bellissimi soggiorni a Ranco, dove spesso mi recavo a trovarlo. Suonavamo a quattro mani, passando da un autore all’altro. In quel luogo magico (Ranco n.d.r.) si viveva realmente di musica, parlando e ascoltando nastri per notti intere …”.

Così ha scritto di Dino  Gianandrea Gavazzeni: “Non è sempre agevole l’intesa tra musicisti anagraficamente lontani. Con Dino Ciani avveniva l’opposto. Poteva essermi figlio eppure non avvertivo lo stacco. La sensibile attenzione al tempo nel quale viveva, l’ascoltazione aperta al gusto che gli stava intorno e l’aggancio a quanto gli preesisteva, negli individui e nell’arte, erano i tratti più evidenti del suo modo d’essere. Nelle lunghe giornate trascorse nella sua casa di Ranco non c’era solo preparazione ai concerti. Oltre al suono del pianoforte, c’era la conversazione, la poesia rappresentata dai libri che stipavano il suo studio affacciato sul lago …”.

Gianandrea Gavazzeni   è  stato  con  Valentina Cortese,  Claudio Abbado,  Paolo Grassi,  Maurizio Pollini,  Giorgio Strehler, Luchino Visconti  ed  altre personalità, uno dei fondatori dell’ASSOCIAZIONE DINO CIANI c/o Teatro alla Scala e del PREMIO DINO CIANI, concorso internazionale triennale per “giovani talenti” al Teatro alla Scala, istituito per la prima volta nel’75, nella cui giuria si sono avvicendati pianisti del calibro di M. Horzovsky, N. Magaloff, M. Argerich, M. Pollini, L. Berman, R. Firkusny, A. Ciccolini, M. Beroff, A. Weissenberg …. e che è stata presieduta nelle ultime edizioni da Riccardo Muti.

 

   

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