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MUSICA CLASSICA
SULLE NOTE DEI RICORDI - omaggio a Dino Ciani
1° edizione
21 settembre 2002
Ranco - Lago Maggiore
Un evento che culminerà con un recital pianistico in omaggio, a sessant’anni dalla nascita del famoso pianista Dino Ciani vissuto a Ranco negli anni sessanta e prematuramente scomparso in un incidente d’auto nel ’74.
Nella
stessa occasione, a cura dell’Amministrazione Comunale di Ranco, verrà
dedicato, con una cerimonia di inaugurazione, il
lungolago che prenderà il nome di
«Lungolago
Dino Ciani ».
La
manifestazione si sviluppa secondo il seguente programma che vede Valentina
Cortese e Leyla Gencer quali madrine dell’evento:
ore
16.00
Benvenuto ai partecipanti
Laura
Brovelli
(Segretaria Associazione « Dino
Ciani »)
16.10
Inaugurazione targa commemorativa
Giovanni
Sampaoli
(Sindaco di Ranco)
16.20 Dino Ciani uomo e artista Valentina Cortese
Leyla Gencer
Sergio
Ciani
16.35
Il premio Dino Ciani
Dr.
Carlo Fontana
(Sovrintendente Teatro alla Scala
di Milano
e
Presidente Associazione « Dino
Ciani »)
17.00 – 18.00
Recital
di
Cristiano Burato (vincitore nel ’96 del Premio
Dino Ciani-Teatro alla Scala)
PROGRAMMA:
CHOPIN
BALLATA
N. 1 OP. 23
ANDANTE
SPIANATO e GRANDE POLACCA BRILLANTE
LISZT
PARAFRASI
SUL RIGOLETTO DI VERDI
“ UN SOSPIRO” STUDIO
DA CONCERTO

Cristiano
Burato è nato nel 1968. Considerato a livello internazionale uno dei maggiori
pianisti della sua generazione, si è diplomato con lode e menzione d’onore al
Conservatorio di Mantova con il M° Rinaldo Rossi, con il quale ha proseguito
poi il perfezionamento artistico. Si è diplomato inoltre con lode presso
l’Accademia di Santa Cecilia in Roma con il M° Sergio Perticaroli.
Dopo aver vinto importanti premi in Concorsi Pianistici nazionali ed internazionali, si è imposto definitivamente sulle scene internazionali con la vittoria, nel 1996, del prestigioso Concorso pianistico Internazionale “Premio Dino Ciani – Teatro alla Scala” di Milano, con verdetto unanime della Giuria, presieduta da Riccardo Muti.

Nato
a Fiume il 16 giugno 1941, Dino Ciani intraprese lo studio del pianoforte sotto
la guida di Bianca Rodinis e in seguito di Martha del Vecchio. Diplomatosi a 14
anni col massimo dei voti al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma, dal 1958 al
1962 Ciani seguì a Parigi, Losanna e Siena i corsi di perfezionamento di Alfred Cortot, il pianista da lui più ammirato.
Fra
il grande maestro francese ed il giovane pianista si instaurò una cordiale
amicizia di cui restano alcune testimonianze “… le jeune Dino me parait
appelé à une carrière pianistique exceptionelle … ”. Iniziò così la sua
carriera concertistica ed arrivarono i grandi appuntamenti, in tutto il mondo (Salle
Pleyel, Carnegie Hall, Filarmonica di Chicago, Kennedy Center……)
Al
Teatro alla Scala Ciani suonò in tre occasioni: nel 1968 il Quarto Concerto di
Beethoven e nel 1969 il Quinto Concerto di Prokofiev diretti da Claudio Abbado e
nel 1970 in occasione del debutto scaligero di Riccardo
Muti , Dino Ciani eseguì la Fantasia in Do minore di Beethoven sotto la sua
guida. Il suo ultimo Concerto con orchestra avvenne a Chicago nel marzo del
1974, dove eseguì il Terzo Concerto di Beethoven con la Filarmonica di Chicago
sotto la direzione di un altro grande Maestro: Carlo
Maria Giulini.
Dino
Ciani perse la vita il 27 marzo 1974 in un incidente stradale sulla via Cassia,
a Roma.
Una
giovane esistenza desiderosa di vivere era stata stroncata da un incidente,
trasformando un cammino musicale appassionato in una leggenda. Forse perché
Dino viveva l’irripetibile momento della giovinezza con spavaldo dandismo, con
una tale eccitazione che coinvolgeva tutti quanti avevano l’occasione di un
incontro con lui.
In
via Lungolago, a Ranco, raccoglieva a sè gli amici per suonare Schubert, per
cantare, parlare e giocare sulle note delle canzoni del festival di Sanremo. In
quelle serate sul lago, l’energia vitale dell’esistenza di Ciani era
condivisa anche da amici illustri: Claudio
Abbado, Maurizio Pollini, Ottavia
Piccolo, Romolo Valli,
Leyla Gencer. Il famoso pianista russo Nikita
Magaloff ricorda “ i bellissimi soggiorni a Ranco, dove spesso mi recavo a
trovarlo. Suonavamo a quattro mani, passando da un autore all’altro. In quel
luogo magico (Ranco n.d.r.) si viveva
realmente di musica, parlando e ascoltando nastri per notti intere …”.
Così
ha scritto di Dino Gianandrea Gavazzeni:
“Non è sempre agevole l’intesa tra musicisti anagraficamente lontani. Con
Dino Ciani avveniva l’opposto. Poteva essermi figlio eppure non avvertivo lo
stacco. La sensibile attenzione al tempo nel quale viveva, l’ascoltazione
aperta al gusto che gli stava intorno e l’aggancio a quanto gli preesisteva,
negli individui e nell’arte,
erano i tratti più evidenti del suo modo d’essere. Nelle lunghe
giornate trascorse nella sua casa di Ranco non c’era solo preparazione ai
concerti. Oltre al suono del pianoforte, c’era la
conversazione, la poesia rappresentata dai libri che stipavano il suo
studio affacciato sul lago …”.
Gianandrea
Gavazzeni è stato con Valentina Cortese, Claudio Abbado, Paolo
Grassi, Maurizio Pollini, Giorgio
Strehler e Luchino Visconti
uno dei fondatori del PREMIO DINO
CIANI, un concorso internazionale triennale per
“giovani talenti”, istituito per la prima volta nel’75, nella cui
giuria si sono visti avvicendati pianisti del calibro di M. Horzovsky, N.
Magaloff, M. Argerich, M.Pollini, L. Berman, R. Firkusny, A. Ciccolini, M.
Beroff, A. Weissenbrg …e che è stata presieduta nelle ultime edizioni da
Riccardo Muti.